TRA UNO SCHIAFFO E UNA BENEDIZIONE, L’USO DELLE MANI

 

Esorcismo o preghiera di liberazione? Il confine è davvero così sottile? Di certo c’è che, nella vicenda di don Michele Barone, la preghiera di liberazione è diventata escamotage per nascondere riti esorcistici non autorizzati. Quando tutto è precipitato, don Michele Barone ha cominciato a puntare il dito contro tutti e tutto e fra i primi a rientrare nelle sue citazioni, è stato un prete anziano, arrivato a Casapesenna da Roma diversi anni fa: don Bruno. Di questo sacerdote che parla velocemente, dall’intelligenza evidente e dall’accento mai perso delle sue origini,  si è sempre detto che fosse un esorcista e, quando le ultime vicende di cronaca, hanno acceso i riflettori sul santuario mariano “Mia Madonna, mia salvezza” e hanno fatto emergere la sua “attività”, nessuno, ma proprio nessuno, si è mostrato sorpreso . Don Bruno del resto, io stessa avevo avuto modo di intervistarlo circa venti anni fa nella chiesa madre di Casapesenna e il mio era proprio uno speciale sull’esorcismo. Ricordo come se fosse ieri che, appena mi presentai, mi diede una spinta molto forte allo sterno. Rimasi esterrefatta, ma neanche il tempo di riprendermi dallo shock che mi spiegò come quello fosse il suo modo per capire, a seconda della reazione, la presenza del demonio nelle persone. Ero alle prime armi e meno “indiavolata” di adesso e così non reagii in modo aggressivo, come avrei invece fatto oggi, ma neanche questo impedì che, senza alcun motivo, mi mandasse via in malo modo. Uscii dalla chiesa e un attimo dopo venne a riprendermi per invitarmi sul retro dell’altare. C’era una giovane donna, accompagnata dalla madre, che si disperava per il fatto che suo marito non la desiderasse, sebbene si fossero uniti in matrimonio da pochi mesi. Litri di acqua minerale, portati da mamma e figlia a don Bruno, per quella benedizione che nella loro mente sarebbe servita a liberare la libido dello sposo. Ma di acqua benedetta il ragazzo ne aveva già bevuta abbastanza  e nonostante ciò, a quella donna bruna e dalla bella carnagione non la sfiorava neanche con un dito, anzi non appena lei gli si avvicinava finiva per sentire la nausea. La verità era che semplicemente si era innamorato di un’altra, ma per la moglie e la suocera era più facile accettare che fosse caduto nella trappola di un malefico sortilegio. Don Bruno aveva una parola per tutti, ma per molti sottovoce mi spiegava che si trattava solo di “corna” o problemi da affrontare con il medico. In questi anni, fino al nuovo incontro al Tempio, dall’acqua all’olio fino al sale, di cose don Bruno ne ha benedette molte, ma tra una benedizione e l’altra sono in tanti ad essersi presi anche qualche ceffone. Una donna di Frignano, meno di un anno fa, è andata a confessarsi da lui e si è ritirata a casa con i segni di uno schiaffo. “Chi ci va più?”, ha raccontato al ritorno. Ma come lei, ce ne sono altre che spesso non hanno capito il confine fra lo scherzo (scherzo?)e un atteggiamento violento. Un modo per arrivare all’ anima e capire? Chissà! E pensare che perfino il diavolo, per arrivare all’ anima, ti accarezza!

ALESSANDRA TOMMASINO

alessandra.tommasino@gmail.com

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