ESORCISMO ATTRAVERSO I SECOLI

L’esorcismo è una pratica antichissima, di cui troviamo testimonianze già nelle Sacre Scritture: mentre l’Antico Testamento riferisce un solo episodio, il Vangelo annovera, tra i miracoli di Gesù, la liberazione di diversi indemoniati. Inoltre, negli Atti degli Apostoli compare la “ricetta” per combattere i demoni più resistenti: preghiera, digiuno, carità ai poveri. A differenza di quanto comunamente si creda, non è il Medioevo l’epoca in cui l’esorcismo ebbe la sua massima diffusione in Europa, ma i secoli immediatamente successivi. L’esorcistato era compreso tra gli ordini minori e con il tempo divenne puramente formale, fino a quando fu abolito dal Concilio Vaticano II, nel 1959. L’interesse popolare per l’esorcismo si riaccese negli anni 70 ed 80 del secolo scorso, tanto che nel 1990 padre René Chenesseau, sacerdote ed esorcista francese e padre Gabriele Amorth, sacerdote ed esorcista nella Diocesi di Roma fondarono l’Associazione internazionale degli esorcisti, unico ente riconosciuto dal  Vaticano. Attualmente, sono oltre 400 gli esorcisti soci dell’Aie nel mondo, ai quali si aggiungono un centinaio di ausiliari. L’importanza del rito è stata riconfermata sia da Papa Giovanni Paolo II che da Benedetto XVI, nonché dallo stesso Bergoglio, il quale recentemente ha invitato i sacerdoti a non avere remore nel rivolgersi agli esorcisti, quando sospettino la presenza del demonio. Ma quanti sono i casi dichiarati di reale possessione? Sebbene il numero di chi ricorre all’aiuto dell’esorcista sia in aumento ed in Italia si sia vicini al mezzo milione, la Chiesa resta molto cauta: secondo il Vaticano, i casi autentici sono pochissimi.

Tra i più noti di tutti i tempi, quello di Anneliese Michel, che nel 2005 ha ispirato il film drammatico “L’esorcismo di Emily Rose” . Erano gli anni 70, Annelise aveva sedici anni e viveva in Baviera con la sua famiglia. Era in cura per l’epilessia, ma le sue condizioni di salute peggioravano: iniziò a mostrare manie suicide, oltre a sentire voci e a rifiutare oggetti religiosi. La sua famiglia era molto credente, per cui sospesero le cure mediche e la ragazzina fu sottoposta a vari riti di esorcismo. Morì in un anno: sia i suoi genitori che i sacerdoti furono accusati di omicidio colposo.

Risale agli anni quaranta, invece, la vicenda che ha ispirato William Peter Blatty, l’autore del romanzo “L’esorcista”, da cui è stato tratto l’omonimo film, diretto da William Friedkin. Forse non tutti sanno che, per rendere al meglio le scene principali, il regista si avvalse dei consigli di Padre Candido Amantini, esorcista di Roma e maestro di Padre Amorth.

Colpisce che, nel luglio del 2016, Richard E. Gallagher, uno psichiatra e professore associato di psichiatria clinica alla New York Medical College, scriva un articolo su The Washington Post, raccontando ancora una volta di essersi trovato dinanzi ad una paziente affetta realmente da possessione diabolica. Formato a Princeton, Yale e Columbia, Gallagher collabora da anni con la Chiesa per escludere malattie psichiatriche nelle persone che chiedono aiuto agli esorcisti. In tanti anni di attività, secondo quanto riferisce il medico, l’unico caso che sfugge alla scienza è quello di “Julia”, una donna che il Gallagher vede levitare, parlare  lingue sconosciute e rivelare notizie sulle persone intorno a lei e delle quali non poteva avere idea. Tra queste, la madre dello stesso medico, morta poco prima per un cancro, circostanza che Julia non poteva conoscere e che invece aveva rilevato con dovizia di dettagli.

ALESSANDRA CAPPABIANCA
ale.cappabianca@gmail.com
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