DON MICHELE BARONE: QUANTE DOMANDE SENZA RISPOSTA?

Perché lo hanno fatto tornare e soprattutto chi gli ha consentito di farlo? E’ stata la prima domanda che a denti stretti è stata posta su don Michele Barone, subito dopo la diffusione della notizia dei suoi riti di esorcismo e delle sue presunte violenze sessuali su tre donne. A quella domanda, con i giorni trascorsi e la posizione di tutti i protagonisti della storia che parte da Casapesenna ma che arriva fino a Medjugorje ed in Inghilterra, se ne sono affiancata molte altre. Che fine hanno fatto le vittime, reali o presunte tali? Il silenzio continua ad avvolgerle. I loro nomi, per chi ha avuto modo di leggere le carte processuali sono noti eppure la loro sofferenza che don Barone gli avrebbe causato non è ancora emersa. Quali saranno le conseguenze di questa storia che non ha niente a che vedere con la pia compassione del soccorso religioso? Quello che si è visto fino ad ora è solo la parte più evidente. Altre vittime non ancora pronte ad esporre pubblicamente quello che hanno vissuto, hanno cominciato a raccontare episodi e fatti ad altri sacerdoti, facendo intravedere un altro grosso sisma che farà crollare la fragile impalcatura di quella parte della Chiesa che troppo spesso ha usato il silenzio.

Don Barone attualmente in carcere è accusato di maltrattamenti, vessazioni e violenze fisiche e sessuali. Azioni che il prete della Piccola Casetta di Nazareth di Casapesenna, in provincia di Caserta, avrebbe fatto approfittando della sua posizione di prelato. Le vittime delle violenze, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti anche sulla base delle testimonianze rese da due delle tre donne, seguivano i suoi gruppi di preghiera ed erano state sottoposte ad anomali riti di esorcismo. I fatti sono diventati di pubblico dominio, nonostante le indagini fossero partite nel 2017, dopo la denuncia di una ragazza, sorella di una ragazzina di 14anni vittima degli esorcismi di Barone.Riti che Barone ha sempre definiti riti di purificazione.

Su di lui, le titubanze e perplessità si sono rivelate vecchie. Prima del suo arresto il vescovo di Aversa, Angelo Spinillo lo aveva sospeso per un anno. Il prete casapesennese, volto noto dei talk show televisivi, era stato più volte ripreso dal vescovo che aveva anche in camera caritatis avuto richieste in tal senso dagli altri sacerdoti. Don Barone però non aveva mai dato ascolto ed anzi a sua difesa aveva, in diverse, occasioni, schierato i suoi fedeli. Compresi i genitori della 14enne che gli avevano affidato la figlia e che mai, stando ai fatti emersi fino a questo momento, hanno avuto dubbi sul suo operato assistendo senza muovere un dito alle percosse del prete sulla ragazza. Nessun dubbio li ha attraversati nemmeno quando la seconda figlia ha cercato di farli ragionare, scegliendo di denunciare tutto alla polizia, al vescovo ed infine alla trasmissione televisiva de ‘Le Iene’. La richiesta di aiuto della ragazza, secondo le indagini fino a questo punto, non venne presa sul serio dalla polizia. E per quei fatti, il funzionario di polizia, Luigi Schettino, è attualmente ai domiciliari nonostante il ricorso al Tribunale del Riesame. La giovane era stata, da Barone definita come l’origine di tutti i mali e solo per il semplice fatto di essere omosessuale.

Strano modo di vedere il bene ed il male. Le accuse a Barone hanno, inevitabilmente coinvolto anche altri sacerdoti e non solo del santuario ‘Mia Madonna e mia salvezza’, realizzato nel 1988 per volere dell’allora parroco don Salvatore Vitale che è seppellito all’interno della parrocchia Piccola Casetta di Nazareth, di piazza Agostino Petrillo, a Casapesenna. La stessa comunità parrocchiale è immersa nell’incertezza anche se il Tempio ‘ Mia Madonna e mia salvezza’ continua a rivendicare la sua centralità. Giovedì 22 marzo, la giornata penitenziale dell’intera forania di Casal di Principe è stata celebrata all’interno del santuario. L’8 aprile, il santuario costruito su un terreno di San Cipriano D’Aversa ma di fatto sempre considerato molto più vicino alla comunità casapesennese, sarà meta di un pellegrinaggio per accogliere il vescovo di Teano, Giacomo Cirulli.

TINA CIOFFO

tcioffo@gmail.com

 

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