CI SONO LE MAMME E POI CI SONO LE MAMME DI CAMORRA

 

Ci sono le mamme e poi ci sono le mamme di camorra. Le une non possono stare accanto alle altre, sono diverse e non per natura ma per scelta. Mettere al mondo un bambino o una bambina vuol dire prima di tutto assicurarsi di fare il possibile per proteggerlo, per farlo vivere in un mondo migliore e certo per evitargli dolori e sofferenze, insegnandogli la dignità, la libertà, l’altruismo e tutti quei valori positivi che ci vengono in mente. Si può allora, chiamare mamma quella donna che insegna alla figlia ad agire con violenza e che si inorgoglisce sottolineando che la figlia capisce il linguaggio criptico di camorra? E che tipo di mamma può essere, una donna che incoraggia i suoi figli ad essere degli assassini? Una donna che dinanzi alla scelta criminale del marito non gira i tacchi e va via, non dovrebbe avere figli. La potestà genitoriale in quei territori come il Casertano ed il Napoletano, nei paesi come Casal di Principe, San Cipriano D’Aversa e Casapesenna dovrebbe essere seriamente rivista.  Lasciare bambini e bambine a donne che tollerano omicidi, estorsioni e che avviano i loro figli verso la stessa carriera dei loro padri, è una colpa dalla quale non siamo esenti.

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