DA CASAPESENNA ALLA ROMANIA, L’OPERAZIONE “TRANSILVANIA”

ALESSANDRA TOMMASINO

Salvatore Nobis, detto “Scintilla”, non era per niente contento del figlio Mario, sia  per il fallimento in varie attività imprenditoriali, sia per l’incapacità di sostenere la famiglia mentre lui era sottoposto a regime di 41 bis. “Mo’ faccio questo, faccio l’impresa, faccio questo, faccio quello, non ha fatto niente. Mo’ vado alla Romania, mo’ faccio il caseificio, il latte, la mozzarella”. Così, in un colloquio in carcere, Nobis si sfoga parlando del figlio, mentre la moglie, Assunta, si lamenta delle difficoltà economiche. Quando Mario Nobis si trasferisce in Romania, però, il tono delle conversazioni  diventa più sereno. Nobis padre invita il figlio a chiedere aiuto a Nicola Inquieto: “Ti tratti con quello? Devi dire “Mo’ aiutami!”. Mario Nobis descrive la vita agiata in Romania (“macchine, mangio fuori, ho chi stira”) e il padre, dal suo canto, risponde: “E qua non possiamo mangiare, per comprare un giocattolo da mandare a casa ha dovuto rinunciare alla spesa”.

Ma nei colloqui si parla anche di relazioni sentimentali e il padre chiede al figlio della fidanzata : “Questa cos’è? Rumena?”. Interviene il fratello Giulio: “E tu da questo cosa ti potevi aspettare?”.  Mario difende la donna: “E’ brava, è una ragazza a posto e poi è una famiglia perbene, non è famiglia che padre divorziato, madre divorziata, è famiglia come…perbene”.  Mario Nobis è soddisfatto del suo trasferimento in quel Paese in cui “non ci sta niente, si devono fare strade, ponti  e ci sono i fondi europei”.  Una prospettiva di guadagno che sarebbe riuscita con il supporto di Inquieto, garante con il tesoro del clan Zagaria e arrestato ieri nell’ambito dell’operazione Transilvania. Dal nome della terra di Dracula, il vampiro che succhia il sangue delle persone, proprio come hanno fatto per tanti anni Michele Zagaria, Nobis “Scintilla” e molti altri. Ma in fondo, l’importante è non avere genitori divorziati, no?

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