STILE DI VITA? NO, CI MANCA LA PREVENZIONE

di TINA CIOFFO

In Campania, si muore di più. Lo abbiamo sempre sostenuto anche senza avere particolare accesso ai dati scientifici, perché ci è sempre bastata la semplice percezione. Giovani, bambini ed adulti che negli ultimi dieci anni sono caduti come birilli ad uno strike. Ci avevano detto che l’incidenza patologica era legata al nostro stile di vita, un’offesa all’ intelligenza di una popolazione che ha già pagato un prezzo troppo alto.

NO VITTIMISMO, SIETE UGUALI AL RESTO DI ITALIA.

Avevamo posto l’accento sulla necessità di una maggiore efficienza del nostro sistema sanitario, perché è scandaloso dover aspettare sei mesi per una semplice gastroscopia o non trovare una struttura pubblica disposta a farti una tac in tempi accettabili. E anche in questo caso, ci avevano accusato di voler fare le vittime. «Siete uguali al resto di Italia», ci hanno detto. Il monito che ci è arrivato dai governi centrali, di destra e di sinistra. E allora ci siamo organizzati con i centri sulla prevenzione, con i convegni e con gli appelli passaparola. Nell’ultimo screening oncologico del Centro di prevenzione oncologico di Casal di Principe, realizzato a dicembre all’interno di Casa don Diana, bene confiscato di via Urano 18, su 120 esami tiroidei eseguiti con elastosonografia, nel 59% dei casi sono stati trovati dei noduli e nel 21% degli esami fatti, sono stati rilevati rischi neoplastiche. L’unica fortuna, nel tentativo di essere positivi, è che il grado di malignità del carcinoma tiroideo non va di pari passo con la frequenza della patologia. 

OGGI, FINALMENTE QUALCUNO CI DÀ RAGIONE. Nientedimeno che il direttore scientifico dell’Osservatorio nazionale sulla salute delle regioni italiane, Alessandro Solipaca, in occasione della presentazione del Rapporto Osservasalute. E’ lui ad aver detto che al Sud, il tasso di mortalità per tumori e malattie croniche è maggiore di una percentuale che va dal 5 al 28% e la Campania è fanalino di coda. La discriminante fra le varie percentuali è la prevenzione. Dove funziona, possiamo tirare un sospiro di sollievo ma dove le cose non vanno bene, stiamo messi male. Il Rapporto conferma dunque il «profondo divario fra Nord e Meridione» e «paradigmatica è la sopravvivenza per tumori: nel Centro-Nord la sopravvivenza è largamente omogenea per tutte le sedi tumorali esaminate, indicando una sostanziale equivalenza non solo dei trattamenti». Il dato considerato, è quello della mortalità precoce, dai 30 ai 69 anni. In Campania si registra un +28% di mortalità rispetto alla media nazionale del 2,3%; in Sicilia la mortalità è del +10%, in Sardegna è del +7% ed in Calabria è del +4,7%.

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