TERRA DEI FUOCHI, DAL FORUM POLIECO, MICILLO: “BASTA ECOBALLE E BASTA INCENERITORI”

di Tina Cioffo

«Spegneremo la Terra dei Fuochi», è questa la rassicurazione arrivata al Forum internazionale  sull’economia dei rifiuti promosso da Polieco ed in corso ad Ischia, dal sottosegretario del Ministero dell’ambiente, Salvatore Micillo elencando una serie di dati che danno il senso dell’azione di Governo in termini di controllo, sanzioni e bonifiche ambientali: «se nel 2017 nessun dato era pervenuto per le attività controllate e sequestrate nel 2018 il numero supera di gran lunga il centinaio in entrambi i casi (235 le attività controllate, 144 quelle sequestrate)». «E la curva continua a salire dinanzi alle sanzioni amministrative arrivate nel 2018 a circa 2milioni e mezzo di euro», ha detto il sottosegretario Micillo, aggiungendo: «il trend è decisamente cambiato e che ci spinge a fare ancora di più».

«Per l’attività di bonifica dinanzi al 75% di progettazione sui 41 siti di interesse nazionale che significano 170mila ettari già inseriti nell’ azione di risanamento, restano ancora un problema le discariche ‘senza patria’ che non hanno ancora competenza e che dunque dovranno essere attenzionate», ha spiegato Micillo. Un riferimento chiaro a tutte le discariche presenti nelle province di Caserta e Napoli che aspettano un risanamento da anni e che ha visto crescere in maniera esponenziale l’incidenza delle patologie tumorali. Una speranza in tal senso ce l’hanno allora anche tutti quei siti scavati e campionati a Casal di Principe, dall’ Arpac e Forestale su incarico della Dda di Napoli.  Discariche scavate alla fine degli anni 80 e l’inizio degli anni ’90 dalla camorra del clan dei casalesi per tombare ogni tipo di materiale.

In merito alle ecoballe, definito da Micillo «unico caso al mondo, che ha indotto i cittadini a vedere i rifiuti come il male assoluto», il sottosegretario ha annunciato:  « A partire da ‘Taverna del Re’, promuoveremo un sistema di smaltimento che prevede l’apertura, la selezione e la destinazione ad un riciclo vero. Nuovi inceneritori, in un territorio già a lungo violentato sarebbero soltanto un genocidio annunciato».

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